Fecondazione in vitro – Una nuova realtà

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Articolo del Dott. Sykoutris, pubblicato sul giornale locale “Ekfrasi” di Nea Ionia, ottobre 2007.

 

Sono trascorsi circa trent’anni dal momento in cui è nato in Inghilterra il primo bambino con il metodo della fecondazione in vitro.

Questo articolo ha come obiettivo quello di rispondere alle numerose domande dei lettori e delle lettrici circa gli sviluppi del metodo e le nuove possibilità esistenti.

Quando parliamo di subfertilità, intendiamo l’incapacità di avere una gravidanza in una coppia che ha rapporti sessuali regolari per un periodo di tempo di circa un anno.

Si calcola che, a livello mondiale, una su sei coppie presenta qualche problema di subfertilità.

Il controllo della coppia include un’anamnesi medica dettagliata di entrambi ed il controllo clinico.

Da parte dell’uomo, è necessario fare uno spermiogramma presso un centro specializzato dotato di esperienza.

Da parte della donna, devono essere fatti degli appositi esami ormonali, un’ecografia transvaginale degli organi genitali interni ed un apposito esame per il controllo delle tube, chiamato isterosalpingografia.

In alcuni casi, è necessario procedere ad una isteroscopia e laparoscopia per ricercare il problema in modo completo.

Quando si usa il termine Fecondazione in Vitro, si intende il concepimento di uno o più ovuli in laboratorio, con l’aiuto di tecniche mediche e tecnologie di alto livello.

I motivi per i quali si utilizzano queste tecniche dipendono dai problemi riscontrati nello spermiogramma dell’uomo o dai disturbi nel funzionamento delle tube.

Le fasi durante la Fecondazione in Vitro, sono le seguenti:

 

Preparazione

Durante la terapia, sono somministrati dei farmaci che hanno come obiettivo quello di raccogliere un maggior numero di ovuli, rispetto a quello singolo prodotto dalla donna durante un ciclo normale. Il monitoraggio del ciclo di fecondazione in vitro viene fatto con l’ausilio dell’ecografia, che è ripetuta ad intervalli di tempo regolari, di solito a distanza di due o tre giorni. Con l’aiuto dell’ecografia, le dosi del farmaco sono personalizzate ed il ciclo si adegua al problema specifico di ogni paziente. Si vuole riuscire a produrre almeno tre follicoli con un diametro superiore ai 18 millesimi di dimensione. In questa fase, si ritiene che anche gli altri ovuli siano maturi e quindi, siamo pronti a procedere al prelievo. Molte volte, durante il ciclo della fecondazione in vitro, sono effettuate delle analisi ematologiche per controllare i valori di alcuni ormoni, come l’estradiolo e il progesterone. Tutto il procedimento è effettuato sotto la guida del medico personale. Il medico è in stretto contatto con i suoi colleghi all’estero per essere informato su tutti i nuovi sviluppi esistenti nel campo della subfertilità.

 

Prelievo degli ovociti

Durante le ecografie, come già detto, si procede alla misurazione degli ovociti. Quando tutto è pronto e si ottengono almeno tre ovociti di diciotto millimetri di dimensione, allora alla paziente si pratica un'iniezione di Gonadotropina corionica umana (hCG) che fa maturare gli ovociti. Trentasei ore dopo l’iniezione ed in sala chirurgica, in condizioni asettiche, il ginecologo transvaginalmente, con un’apposito apparecchio, procederà all’aspirazione del liquido follicolare dalle ovaie, che contiene naturalmente gli ovociti. Questo liquido viene dato all’embriologo che con l’aiuto di un microscopio speciale, individua gli ovuli. Questa procedura è effettuata con una leggera forma di anestesia, somministrata naturalmente da un anestesiologo specialista. Consigli sulla procedura del prelievo di ovociti saranno dati dallo specialista anestesiologo il giorno prima, oppure sarà consegnato un apposito depliant informativo. Il procedimento è assolutamente indolore per la paziente e la sua durata media è di quindici minuti.

 

Fecondazione

Dopo il procedimento del prelievo, gli ovociti sono collocati in uno speciale liquido di coltura. Successivamente, si realizza la fecondazione utilizzando lo sperma del coniuge, il quale è stato sottoposto ad elaborazione con delle particolari tecniche in laboratorio. Detta procedura è piuttosto complessa e si effettua sotto la continua sorveglianza del personale medico e di laboratorio. Il giorno dopo, si controlla la fecondazione degli ovociti ed il medico curante, come anche la paziente, sono immediatamente informati. La procedura della fecondazione avviene con i mezzi più moderni di cui sono dotati i laboratori di Embriologia a livello mondiale. I controlli sono continui e sono disciplinati dalla legislazione greca, vigente per i centri di fecondazione assistita e la possibilità di errore è sostanzialmente inesistente.

 

Trasferimento degli embrioni

L’esperienza in questa procedura è davvero molto importante sia a livello teorico che pratico. Questo procedimento di trasferimento degli embrioni avviene due o tre giorni dopo il prelievo degli ovociti. In casi limitati, si effetta il quinto giorno dopo il prelievo. Gli embrioni sono collocati nella cavità uterina con l’aiuto di uno speciale catetere che attraversa la cervice dell’utero. Il numero degli embrioni trasferiti dipende dall’età della donna e si basa anche sulla legislazione vigente dal 1 gennaio del 2005. Se esiste un gran numero di embrioni, questi possono essere crioconservati per utilizzarli in un tentativo futuro.

Il trasferimento di embrioni è un procedimento indolore per la paziente ed avviene sotto il continuo monitoraggio ecografico.

La paziente deve avere la vescica urinaria piena, in modo da migliorare l’immagine durante l’ecografia.

Tutto il procedimento ha una durata media di dieci minuti e si effettua in un apposito ambiente della sala chirurgica.

 

Test di gravidanza

Dodici giorni dopo il trasferimento degli embrioni si può fare il test di gravidanza. Il modo migliore per effettuare questo test è il prelievo di sangue per determinare la gonadotropina corionica. Nel caso in cui il test è positivo, due settimane dopo si esegue la prima ecografia, durante la quale si deve vedere il sacco o i sacchi con gli embrioni all’interno dell’utero. Non bisogna fare il test di gravidanza prima di dodici giorni. Se l’esito del test è negativo, il trattamento farmaceutico dato alla paziente deve essere interrotto. È molto importante per la coppia incontrarsi con il medico il prima possibile per ricercare le cause dell'insuccesso e pianificare il ciclo di terapia successivo, alla luce dei nuovi elementi. Inoltre, i pazienti devono comprendere che un insuccesso è indubbiamente un evento negativo, ma dall’altro lato, ci dà la possibilità di pianificare il trattamento successivo con maggior precisione e vedere come l’organismo della paziente ha reagito alla terapia fino a quel momento.  Naturalmente, per tutta la durata del ciclo di fecondazione in vitro c’è sempre la possibilità di usufruire del sostegno psicologico, fornito da un gruppo di psicologi specialisti.

 

TERAPIE DI SUBFERTILITA’ – TECNICHE DI LABORATORIO

 

Induzione dell’ovulazione

L’induzione dell’ovulazione è indicata per quelle donne che soffrono di disturbi ovulatori. Queste donne, di solito, non hanno ciclo mestruale oppure le mestruazioni non sono regolari. Ciò che cerchiamo di fare è di correggere il disturbo, con la somministrazione di farmaci specifici che regolano il ciclo mestruale, dando così a queste donne la possibilità di avere l'ovulazione. I medicinali utilizzati sono somministrati per via orale o con iniezione.

Il monitoraggio è molto frequente e si basa sul controllo ecografico ed ormonale.

 

Inseminazione Intrauterina

Questa tecnica è indicata per quelle donne che non sono riuscite a concepire, ripetutamente, con la procedura dell'induzione all'ovulazione. Inoltre, è indicata per quelle donne soggette a subfertilità idiopatica, subfertilità per fattori cervicali ed in casi con una varietà di problemi legati al fattore maschile, come ad esempio i disturbi rilevati nello spermiogramma. Questo procedimento si effettua con l’uso di preparati farmaceutici, come descritti nel paragrafo precedente, per ottenere uno o due follicoli. Tutta la procedura è seguita con ecografia ad intervalli di tempo regolari per monitorare la crescita dei follicoli. La differenza tra questa e la tecnica precedente è che non si basa sul contatto, ma in questo caso, il coniuge dà lo sperma al laboratorio che, dopo averlo elaborato con apposite tecniche, viene collocato nell’utero con un apposito catetere, per via transcervicale.

 

Fecondazione in vitro – tecniche

La fecondazione in vitro è una tecnica indicata in caso di insuccessi delle precedenti terapie o anche per le donne che hanno le tube ostruite, oppure nei casi di disturbi seri del fattore maschile rilevati nello spermiogramma. Le probabilità di successo di questa tecnica sono direttamente legate all’età della donna. Inoltre, altri fattori che svolgono un ruolo rilevante nelle probabilità di successo sono la capacità di produrre ovuli dalle ovaie, la qualità dello sperma e la durata della subfertilità. Altri fattori che svolgono un ruolo rilevante sono l’esistenza di una gravidanza precedente e l’influsso di fattori tossici, come ad esempio l’alcol o il fumo.

 

A – Fecondazione in Vito con il metodo classico

Gli spermatozoi e gli ovuli, nel caso della classica FIVET, sono collocati insieme in uno speciale liquido di coltura per poter fecondare. Durante questa procedura, solo uno spermatozoo riesce a penetrare nell’ovulo e quindi iniziare il processo di fecondazione. Il giorno successivo, l’embriologo va a vedere i risultati della fecondazione ed in questo modo abbiamo delle percentuali di fecondazione, di solito, superiori al settanta per cento degli ovuli fecondati. Il team informa il prima possibile la coppia circa i primi risultati della fecondazione.

 

B – Incubazione assistita

È la procedura da applicare dopo la classica fecondazione in vitro o anche dopo la microfecondazione (ICSI).Detta procedura si svolge prima del trasferimento degli embrioni. In laboratorio, si procede ad assottigliare la zona pellucida che circonda l’embrione per facilitare il suo impianto. È indicata nei casi in cui l’embriologo constata un ispessimento o una durezza della zona pellucida. Inoltre, può essere utilizzata come tecnica in embrioni di donna di età avanzata oppure dopo ripetuti insuccessi di fecondazioni in vitro.

 

C – La coltura della blastociste

La blastociste è lo stato dell’embrione a cinque o sei giorni dopo il prelievo degli ovociti.Dopo la classica fecondazione in vitro, gli embrioni, di solito, sono trasferiti nella cavità uterina due o tre giorni dopo il prelievo. Il trasferimento di embrioni allo stato di blastociste, vale a dire cinque o sei giorni dopo il prelievo degli ovociti, ha come vantaggio la possibilità di scegliere gli embrioni di qualità migliore. Tuttavia, un grosso svantaggio di questa tecnica è che solo un piccolo numero di embrioni sopravvivono in questo arco di tempo fino a raggiungere lo stato di blastociste.

 

D – Crioconservazione degli embrioni e del tessuto testicolare

La crioconservazione avviene in appositi ambienti che contengono azoto liquido a 196 gradi centigradi di temperatura. Nel caso in cui il numero degli embrioni è grande, è possibile crioconservali per trasferirli dopo alcuni mesi o anni. Inoltre, attualmente, è possibile crioconservare non solo lo sperma ma anche il tessuto testicolare. Non bisogna dimenticare che attualmente si stanno eseguendo degli esperimenti per il procedimento di crioconservazione di tessuto ovarico o di ovociti. Recentemente, si è implementata una nuova tecnica che ci dà la possibilità di congelare ovuli con grande successo di sopravvivenza.

 

Diagnosi genetica preimpianto

Con questo termine, si intende la metodologia per individuare malattie genetiche nel materiale genetico degli embrioni e quindi, la scelta di trasferire solo quegli embrioni sani, risultanti da un ciclo di fecondazione in vitro. Nel nostro paese, in questo momento è possibile offrire la diagnosi per la fibrosi cistica e l’anemia mediterranea di tipo Beta. Per eliminare il rischio, in determinate coppie, di trasmettere malattie ereditarie genetiche, si è sviluppata questa metodologia. Inoltre, questa tecnica può risultare utile anche nei casi di ripetuti insuccessi dovuti a qualche anomalia cromosomica. Questa tecnica è stata utilizzata per la prima volta quindici anni fa all’incirca, a Londra, per procedere alla biopsia, allo scopo di individuare il sesso dell’embrione per malattie genetiche legate al sesso. Il nostro team, con il nuovo centro di fecondazione in vitro della Clinica Ostetrica “Mitera”, ha la fortuna di collaborare con il reparto di Pediatrica dell’Ospedale Pediatrico Universitario "Aghia Sofia”, dove si svolge un programma all’avanguardia per la fibrosi cistica e l’anemia mediterranea di tipo Beta. Già dal 1999, è nato in Grecia il primo bambino sottoposto a controllo per l’anemia mediterranea di tipo Beta, a livello embrionale.

 

Assistenza psicologica

Le coppie che si trovano nella procedura della fecondazione in vitro sono molto tese dal punto di vista emotivo. Questo procedimento procura molto stress e quindi abbiamo cercato di offrire a queste coppie un’assistenza specializzata. Psicologici specialisti possono essere contattati dalla coppia per creare un rapporto di fiducia, basato sul rispetto dell’individualità delle decisioni personali, e rispettando il segreto professionale nell’anamnesi personale. È noto che la pressione dall’ambiente familiare provoca stress. Numerosi sono gli stati d’animo che sorgono durante la fecondazione in vitro, come ad esempio il sentimento di ingiustizia, di tristezza, ecc. L’assistenza psicologica consente di dare uno sfogo a questi sentimenti molto intensi, offrendo un sollievo al mondo psichico per migliorare, in questo modo, i risultati della terapia.  La seduta deve essere realizzata in un ambiente sicuro. Le sedute possono realizzarsi una o più volte la settimana, ed inoltre, c’è la possibilità di comunicare telefonicamente per quelle coppie che vivono lontano dalla capitale greca. L’assistenza è un atto che ha come obiettivo quello di aumentare la forza psichica, durante il programma di terapia. Riteniamo che sia la pietra miliare nel successo dei nostri programmi.

 

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